venerdì 10 ottobre 2014

Planctus mundi, di Arturo Graf

Planctus mundi

Nel mezzo della notte un grido orrendo
Mi rompe il sonno e l’anima m’introna;
Balzo nel letto, incurvo la persona,
Pien d’ansia e di terror l’orecchio tendo.
Fuor dal balcone appar nitida e liscia
La gran volta del ciel; la notte e cheta;
Lucon le stelle, un’ignea cometa
Obliquamente il cupo etere striscia.
Sognai: sepolte son le dolorose
Creature nel sonno, e tace il mondo:
L’anima sol mi fiede alto, profondo,
Il pianto, ahime, delle universe cose.
 
Arturo Graf
 
 
 

mondo lontano, nel buio,
la pioggia ed il grigio,
terra e acque;
ho freddo...

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