giovedì 29 ottobre 2015

Una mano, di Amalia Guglielminetti

Una mano
 
Fu caro, un giorno, a quella che va sola
sentirsi preso da una mano il cuore
e averne un riso in bocca e un pianto in gola.

Era una mano ambigua, di pallore
femineo, di linea virile:
mano bella di dolce ingannatore.

Lenta in ogni suo gesto, ma febbrile
nella carezza, quasi da far male,
forte alla stretta da parere ostile.

Forse in sue vene un fluido mortale
fluiva ed ella con labbra voraci
lo suggeva, e un sapor torbido, eguale

a un acror di veleno era nei baci.
 
Amalia Guglielminetti
 
 
una mano mi aiuta,
stare meglio, terapia,
solitaria sfinge non chiede,
si rivolta il pensiero, la pena...

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