mercoledì 18 gennaio 2017

Efeso, di Lucio Mariani

Efeso

II
Per questa terra abrasa i nostri occhi di cane
rovistano i gomitoli del tempo, tutte le età rapprese
nelle vene delle colonne morse, lungo il petalo bruno
d’una cavèa sonora, tra i nomi consumati sulla pallida
stele abbandonata all’abbraccio di oliastri. Battiamo
i piedi dove rovescia il furore dei Cimmeri, dove
la Grande Madre versa seme di toro e lacrime dell’ape,
dove sgorga il discorso di Eraclito, un rivolo di fuoco
e di lapilli che scavalca i millenni, e con le spine
e gli ossi del frammento ancora frusta di misteri la mente,
battiamo i piedi dove ripara Antonio a regalare
l’ultimo sorriso ai satiri e alle menadi.
 
Lucio Mariani
Canti di Ripa Grande (2010-2013)
 
 
terra, terra, manciate di terra,
dura, aspra, rimane in noi;
acciottolati di speranza, paure,
città incomprese, vissute...

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