mercoledì 7 giugno 2017

Come un capitano, di Yehuda Amichai

Come un capitano

Come un capitano, dopo il pranzo di gala,
che agli ospiti mostra la sala delle macchine
nel ventre della nave (belle donne lo hanno preteso),
e per i gradini di ferro li conduce in basso, apre
con metallici schianti gli sportelli, li richiude
e quelli ammirano tutto il luccichio e tutto
quel roteare e quel salire e scendere,

così faccio vedere ai miei ospiti
la stanza dei miei bambini, apro la porta,
          tacito la chiudo
e sentiamo tre diversi respiri
tre ritmi diversi nella stanzetta, che è l’infinito.
E una piccola luce azzurrina brilla in alto
          sopra la porta.


Yehuda Amichai
Poesie
traduzione di Ariel Rathaus
 
 
capitano mio capitano...,
mancano i gradi di correzione,
manca la volontà di dovere;
sono in balia di questa mia vita...

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