giovedì 15 giugno 2017

Stelluzza, di Arturo Graf

Stelluzza
 
Laggiu laggiu, su quella falda estrema
Di ciel che prima innanzi al di s’inalba,
Rasente il flutto abbrividisce e trema
Una stelluzza abbacinata e scialba.

Fosforeggia soletta, erma, perduta,
Nel piu profondo d’un baratro spento;
Piu solinga fiammella e piu minuta
Non ha, quanto si gira, il firmamento.

Fuor della buja infinita zampilla
Perennemente il suo tremolo raggio,
E guizza, e vola, ed alla mia pupilla
Giunge sfinito pel lungo viaggio.

Giunge alla mia pupilla e nell’oscuro
Gorgo della diserta anima scende,
E, come in prisma di forbito e puro
Cristallo, una dipinta iri v’accende.

Opalescenti albe diffonde e miti
Vesperi alla diserta anima in grembo,
E di pallide larve e di smarriti
Sogni vi desta un vaporoso nembo.
 
Arturo Graf
 
 
le stelle più piccole, quelle sole,
i soli lontani dei desideri,
seconda stella a destra...,
prima del nostro incedere...

 

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