martedì 8 maggio 2012

Infrapensieri la notte

Il sonno, il nero fiume -
v'immerge la sua tempra
per il fuoco dell'aurora
che lo avvamperà, lo spera,
l'indomani -
                 Sono oscuri
il turchese ed il carminio
nei vasi e nelle ciotole,
                                 li prende
la notte nel suo grembo,
li accomuna a tutta la materia.
Saranno - il pensiero lo tortura
un attimo, lo allarma -
pronti alla chiamata
quando ai vetri si presenta
in avanscoperta l'alba e, dopo,
quando irrompe
e sfolgora sotto la navata
il pieno giorno -
                       hanno
incerta come lui la sorte
i colori o il risveglio
per loro non è in forse,
la luce non li inganna,
non li tradisce? E stanno
nella materia
                             o sono
nell'anima i colori? -
                                divaga
o entra nel vivo
                      la sua mente
nella pausa
della notte che comincia -
                    smarrisce
e ritrova i filamenti
dell'arte, della giornata...
                                    Esce
insieme ai lapislazzuli
l'oro dal suo forziere, sì,
                                   ma incerto
il miracolo ritarda,
la sua trasmutazione
in luce, in radiosità
gli sarà data piena? Avrà
lui grazia sufficiente
a quella spiritualissima alchimia?
                               Si addorme,
s'inabissa,
                è sciocco,
                                lo sente,
quel pensiero, è perfida quell'ansia.
Chi è lui? Tutto gioca con tutto
nella universale danza.

Mario Luzi 


spezzati rami si spargono
con scricchiolii sinistri
sul bianco selciato,
la strada maestra attraversa
il mio sconfinato presente;
come posso la seguo
usando stratagemmi notturni
mi riapproprio del sonno...

Nessun commento:

Posta un commento