venerdì 18 maggio 2012

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

Pablo Neruda


lentamente sogna chi è solo,
si porta in cuore i sospiri
e raccoglie le gocce di pioggia;
nel cupo vortice dell'ansia
si cercano appigli sicuri
e saldamente si tiene il timone...

3 commenti:

  1. da te proprio non me l'aspettavo, questo testo è attribuito impropriamente a Neruda, in realtà è di Martha Medeiros!
    Buen Dia

    RispondiElimina
  2. Veronica,
    grazie per la precisazione.

    "errare Humanum est!"
    in realtà ci sono ancora dubbi a proposito e chiunque l'abbia scrittamerita di essere letto.

    Gujil

    RispondiElimina
  3. nessun dubbio, la smentita sulla paternità del grande Poeta cileno di questo testo, è arrivata direttamente dalla Fondazione Neruda di Santiago, il testo è della Medeiros. Del resto, chi conosce Neruda o ne è appassionato non avrebbe mai potuto attribuirgli questo testo. Senza polemica naturalmente, ma bisogna dare il giusto onore al giusto merito... sempre.

    RispondiElimina