lunedì 11 maggio 2015

Un dialogo di sguardi, di Kenneth Rexroth

Un dialogo di sguardi
                 
Lasciati celebrare. Io non
ho conosciuto mai nessuna
più bella di te. Io cammino
al tuo fianco, ti guardo
muoverti al mio fianco, guardo
la quieta grazia della mano
e della coscia, guardo il tuo viso
cambiare espressione per parole
che non dici, guardo i tuoi occhi
severi rivolti a me o a te stessa,
lesti o lenti, pieni di sapienza,
guardo le tue labbra tumide

aprirsi sorridere o farsi serie,
guardo la tua vita sottile,
le natiche superbe nella loro
grazia, cigno che scivola sull'acqua,
un animale libero, come te,
che non si può sottomettere,
ma solo abbandonare, come io
a te, quando ascolto per caso
l'armonioso discorso d'impulso
e d'amore, fiducia e sicurezza
che pronunci mentre giochi
con le nostre bambine o le fai
mangiare. Io non ho conosciuto
mai una più bella di te.

                 
Traduzione di Francesco Dalessandro
Kenneth Rexroth
(La santità del reale)
 
 
ci si parla con gli occhi,
si dicono cose indicibili,
si arriva ad amare gli sguardi;
compresi? assolti?
nel vivere guardo lo sguardo...

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