sabato 4 giugno 2016

Allucinazione, di Arturo Graf


Allucinazione
 
Taci; non più; non ricordar quell’ore,
Quei brevi dì; non ricordarmi i baci,
Le folli ebbrezze, i turbamenti; oh, taci!
La memoria che langue e che si muore

Non ravvivar; le care ansie voraci
Non ridestar dall’antico sopore,
Tu che nel mezzo del mio tristo core
Sepolta come in una tomba giaci.

Morta dunque non sei? cenere muto
Io ti credeva: or come vivi? come
Parli e ridi, tu morta, ad un perduto?

O se’ tu dal tuo cenere risorta?
O non è questa Morte altro che un nome?
O sono io morto come tu se’ morta?
 
Arturo Graf
 
 
intravedere, credere, immaginare,
realtà distorte dal grigio,
annebbiate dal fumo;
poi ritorno, rivedo, risento...

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