lunedì 15 febbraio 2016

Nuvole, di Czeslaw Milosz

Nuvole
 
Nuvole, mie nuvole tremende,
 come batte il cuore, rimpianto e mestizia della terra
 nubi, nuvole bianche e silenziose,
 vi guardo all'alba con occhi pieni di lacrime
 e so che in me l'orgoglio e il desiderio,
 la crudeltà e il seme del disprezzo
 intrecciano il giaciglio per un sogno morto,
 e i colori più belli della mia menzogna
 occultarono il vero. Allora abbasso gli occhi
 e sento in me il soffio secco e ardente
 della bufera. Oh come siete tremende,
 custodi del mondo, nuvole! Oh possa
 io dormire, e mi abbracci la notte pietosa.

 Vilna 1935

 Czeslaw Milosz
La poesia come un magico specchio
Traduzione di Valeria Rossella
 
 
 
Cieli tersi, imbruniti,
qualche traccia di nuvola,
cirri, pecorelle e nembi,
nella mia vita sempre,
sempre...

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