lunedì 29 febbraio 2016

Giovane, di Anne Sexton

Giovane
 
 Mille porte fa
 quando ero una ragazzina solitaria
 in un'enorme casa con quattro
 garage e se ben ricordo
 era estate,
 di notte mi sdraiavo in giardino,
 il trifoglio raggrinzito sotto di me,
 le sagge stelle distese sopra di me,
 la finestra di mia madre un imbuto
 da cui usciva un calore giallo,
 la finestra di mio padre, socchiusa,
 un occhio dove passa chi dorme,
 e le assi della casa
 erano lisce e bianche come cera
 e probabilmente milioni di foglie
 navigavano come vele sui loro strani steli
 mentre i grilli stridevano tutti insieme
 e io, nel mio corpo nuovo di zecca,
 non ancora di donna,
 raccontavo alle stelle i miei problemi
 e credevo che Dio potesse veramente vedere
 il calore e la luce colorata,
 i gomiti, le ginocchia, i sogni, la buonanotte.


 Anne Sexton
Traduzione di Cristina Gamberi
La zavorra dell'eterno
 
 
giovane prima di ieri,
accarezzavo capelli, seni,
oggi rimuovo contrasti,
mi stanco la sera...

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