giovedì 27 luglio 2017

Ricordo di fanciullezza, di Attilio Bertolucci

Ricordo di fanciullezza
 
Le gaggie della mia fanciullezza
dalle fresche foglie che suonano in bocca..
Si cammina per il Cinghio asciutto,
qualche ramo più lungo ci accarezza
la faccia fervida, e allora, scostando
il ramo dolce e fastidioso, per inconscia vendetta
si spoglia di una manata di tenere foglie.
se ne sceglie una, si pone lieve
sulle labbra e si suona camminando,
dimentichi dei compagni.
Passano libellule, s'odono trebbiatrici lontane,
si vive come in un caldo sogno.
Quando più la cicala non s'ode cantare,
e le prime ombre e il silenzio della sera ci colgono,
quasi all'improvviso, una smania prende le gambe
e si corre sino a perdere fiato,
nella fresca sera, paurosi e felici.
 
Attilio Bertolucci
da Fuochi in novembre, 1934
 
 
fanciullo, come una volta,
nei prati sui rivi assolati;
come ieri quando ero e fui,
come oggi quando ripenso...

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