giovedì 21 aprile 2016

Congedo, di Giosué Carducci

Congedo
 
A' lor cantori diano i re fulgente
collana d'oro lungo il petto, i volghi
a' lor giullari dian con roche strida
 suono di mani.

Premio del verso che animoso vola
da le memorie a l'avvenire, io chiedo
colma una coppa a l'amicizia e il riso
de la bellezza.

Come ricordo d'un mattin d'aprile
puro è il sorriso de le belle, quando
l'età fugace chiudere s'affretta
il nono lustro;

e tra i bicchier che l'amistade infiora
vola serena imagine la morte,
come a te sotto i platani d'Ilisso,
divo Platone.
 
Giosué Carducci
da "Odi Barbare"
 
 
addii difficili, resi stanchi
da efferate cattiverie reciproche;
qualche arrivederci che suona falso,
qualche saluto veloce...

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