mercoledì 19 aprile 2017

A farewell, di Giovanni Orelli

A Farewell

Io mi pento e mi dolgo del non coraggio avuto
a chiederti: chi sei? che fai? da dove vieni?
Slenzio e imaginativa, con sue nubi e sereni.
Come facevo un tempo. Così sono rimasto muto.

Su cose della bellezza tua (temuta?)
su mani volto di tuoi capelli il biondo.
Salveranno (pensavo) con altro vento il mondo?
Salvezza può venire da bellezza? Sono rimasto muto.

Poco prima che arrivassimo alla fine, a Como
come avevo promesso a Milano nel mio inglese giù
dissi dopo il vasto silenzio: "We are in Como".

Come scendevi balbettai: "I'll never never see you
again". Mandai in extremis bacio con le dita
e tu idem, in più un lampo, tu, di gioia divertita.

 
Giovanni Orelli
Come le api di Montaigne
 
 
 
gli addii, tristi, lacrimosi,
eppure servono anche loro,
riempiono il cuore di cose,
i ricordi ad esempio, la vita...

Nessun commento:

Posta un commento