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giovedì 23 febbraio 2012

Arremba su la strinata proda
le navi di cartone, e dormi,
fanciulletto padrone: che non oda
tu i malevoli spiriti che veleggiano a stormi.
Nel chiuso dell'ortino svolacchia il gufo
e i fumacchi dei tetti sono pesi.
L'attimo che rovina l'opera lenta di mesi
giunge: ora incrina segreto, ora divelge in un buffo.

Viene lo spacco; forse senza strepito.
Chi ha edfflcato sente la sua condanna.
t l'ora che si salva solo la barca in panna.
Amarra la tua flotta tra le siepi.

Eugenio Montale
ossi di seppia


rimango attonito
nel profondo di un blu cobalto
come in un'anima che prega,
fuscello di carta
balia delle correnti;
gli stessi fugaci ricordi
si impennano all'aurora,
si spiaggiano al tramonto;
eppure, in quell'attimo solo
risplende la via della sete,
arsa, la mia bocca, richiama...


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