venerdì 24 febbraio 2012

Cavalli di luna e di vulcani

Isole che ho abitato
verdi su mari immobili.

D'alghe arse, di fossili marini
le spiagge ove corrono in amore
cavalli di luna e di vulcani.

Nel tempo delle frane
le foglie, le gru assalgono l'aria:
in lume d'alluvione splendono
cieli densi aperti agli stellati;

le colombe volano
dalle spalle nude dei fanciulli.

Qui finita è la terra:
con fatica e con sangue
mi faccio una prigione.

Per te dovrò gettarmi
ai piedi dei potenti,
addolcire il mio cuore di predone.

Ma cacciato dagli uomini,
nel fulmine di luce ancora giaccio
infante a mani aperte,
a rive d'alberi e fiumi:

ivi la latomia d'arancio greco
feconda per gli imenei dei numi.

Salvatore Quasimodo


sgretolati sacrari, intimi altari,
come polvere dispersa soffiano
in un vento etereo, a ponente;
le file dei minimi assurgono
ai ruoli consueti, decisi;
mi discosto violento
in un nulla concreto
come un lucido folle...

Nessun commento:

Posta un commento