mercoledì 1 febbraio 2012

Il brivido

Mi scosse, e mi corse
le vene il ribrezzo.
Passata m'è forse
rasente, col rezzo
dell'ombra sua nera,
la morte. . .
Com'era ?
Veduta vanita,
com'ombra di mosca:
ma ombra infinita,
di nuvola fosca
che tutto fa sera:
la morte. . .
Com'era ?
Tremenda e veloce
come un uragano
che senza una voce
dilegua via vano:
silenzio e bufera:
la morte. . .
Com'era ?
Chi vede lei, serra
nè apre più gli occhi.
Lo metton sotterra
che niuno lo tocchi,
gli chieda—Com'era?
rispondi . . .
com'era ?—

Giovanni Pascoli


e ancora mi percorre la schiena,
quel brivido strano che è timore,
la paura inespressa dal volto
ma profonda nel cuore;
soffrire per altri, come martirio,
come esegesi di un mito scordato,
le file dei pioppi sfiniscono
dove il grigio si fa più profondo...

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