venerdì 27 maggio 2016

Nel profondo, di Arturo Graf

Nel profondo
 
Dentro l’anima mia, dove ruina
Il fondo e il cieco abisso si spalanca,
Quando la notte in ciel siede regina
Suona una voce dolorosa e stanca;

E un vasto e sordo fremere di pianti
Sale pel bujo che s’addensa quivi;
Come un fiotto d’ignude anime erranti.
Come un lamento di sepolti vivi;

E sospiri pel negro aer travolti,
E fioche voci dai singhiozzi rotte:
Son l’anime dei morti e dei sepolti
Che si destan piangendo a mezzanotte.
 
Arturo Graf
 
 

giù, più in fondo,
nel profondo;
giù, più in basso,
come un sasso...

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