sabato 27 maggio 2017

E se i libri da lontano, di Silvio Ramat

E se i libri da lontano
 
Sarete stanco, signor passeggero.
La notte è andata, e voi qui sul mio carro
tutta una tirata sotto le stelle.
Fa freddo? Queste che il rosa addolcisce
sono le mura di Recanati.
E queste le chiavi della città.
Entrate da solo, sarà affar vostro
orientarvi – il dedalo non è
nelle vie dove non si sente un grido
ma semmai nel cuore di chi sapete.
Il poco sole forse gioverà.
Penso che un paio d’ore basteranno
a farvi capire se questo viaggio
era opportuno o inutile. Se i libri
da lontano dicevano già tutto.
Io intanto lego il carro a questi lecci
su cui insiste la luna (o cara luna…).
Siate calmo. Io v’aspetto. Mi direte.
 
Silvio Ramat
 
 
tutti là, ordinati e soli,
scaffali in cui polvere e sogni stanno
assieme, come un abbraccio,
ogni tanto sfoglio, ogni tanto cerco...

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