mercoledì 27 aprile 2011

E LE PAROLE SONO SEMPRE QUELLE

Fuori è quasi l'alba...
e le parole sono sempre quelle
indugio in un sospiro
abbraccio il vento
e le parole mie come un diluvio vanno verso il Sud...
Nevrosi accarezzate
leggende raccontate ai miei vent' anni...
eroico Don Chisciotte
con la notte sottobraccio
e le parole mie come cascata vanno verso il Sud...
No,..no,..no... non sono più io... no,..no,..no...
Ma se potessi raccogliere un sasso
scagliarlo lontano, rincorrere il tempo
tornerei... forse... io tornerei.

E fuori il tempo scorre...
e le parole sono sempre quelle
nel fumo le risposte
un po' offuscata la mia mente
aspetta un treno per volare incontro al Sud
Intanto parte un sogno...
ricordo i suoi capelli lunghi e biondi
due occhi acquamarina
e nel suo sguardo navi e
fiumi di ricordi la cui rotta è dritta a Sud
No,..no,no... non sono più io... no,..no,..no...
Ma se potessi imitare la tigre
sbranare chimere, correre forte
tornerei... io so che tornerei.

Dettagli trascurati...
e le parole sono sempre quelle
sbiadita all'orizzonte
la mia anima sul mare
si riflette mentre piano arranca verso il Sud
E piove sulla strada...
e dall'asfalto nuvole leggere
la radio in sottofondo
mi avvisa che anche Aprile
sta finendo ed io non sono ancora al Sud
No,..no,..no... non sono più io... no,..no,..no...
Ma se potessi evitare gli scogli
eludere sbagli, capire ogni cosa
Non tornerei... forse non tornerei
non tornerei... io so che non tornerei...

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati

2 commenti:

  1. in fondo , il ricordo, è un treno immaginario per tornare là dove siamo stati stati. In un luogo che ci è stato caro. E che non volgiamo perdere, pur sapendo che non torneremo mai.
    Bellissima. Sono commossa. Lo scatto perfetto di un fotogramma dell'anima.

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  2. Veronica,

    è una canzone che scrissi un pò di anni fa che ritengo sia attualissima e possa essere letta come una poesia e, credimi, la vivo ancora oggi come l'avessi appena composta.
    L'ho ripresa leggendo del tuo treno (chissà pechè i treni colpiscono così il reale e l'immaginario, forse perchè vanno e non li puoi deviare); grazie per le stupende parole.
    Felice di averti commossa.

    Gujil

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