giovedì 28 aprile 2011

Verso sud

Zenit
Tutti quei rimpianti
Quei giardini sconfinati
Dove modula il rospo un tenero grido d'azzurro
La cerva del silenzio sperduto rapida passa
Un usignolo straziato dall'amore canta sul
Tuo corpo giardino di rose che ho colto
I nostri cuori pendono uniti dallo stesso melograno
E i fiori di granato nei nostri sguardi schiusi
Cadendo poco a poco hanno coperto il sentiero.

Guillaume Apollinaire

Palazzo Strozzi Firenze,
Pere Borrell "In fuga dalla critica" 1874.


ebbene si, lo ammetto,
la voglia di fuggire è grande,
come un maglio possente percuote, martella...
il coraggio, quello dei folli, però latita
così rimango qui, invischiato, impantanato,
coinvolto dalle cose di sempre...
chissà se è responsabilità o solo timore,
chissà se la vera paura è quella del nulla...
e il gesto in sè, quello da eroe tardo romantico,
quello da spirito bohemienne, forse
altro non è che un leggero tratto a matita
che scompare sfiorato da un dito...

2 commenti:

  1. Siamo soltanto noi a poter decidere. Non è solo una questione di coraggio ma di volontà. Credere in quel salto come una necessità è già volontà.
    Trovo meravigliosa l'immagine che hai scelto per accompagnare ciò che scrivi. Aderisce come una pelle a ciò che esprimi. Chi è l'autore e come si chiama il quadro?

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  2. Palazzo Strozzi Firenze,
    Pere Borrell "In fuga dalla critica" 1874.

    Grazie Veronica, è bello riuscire a trasmettere ma è ancor più bello sentire che è stato recepito.
    Una carezza

    Gujil

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