martedì 12 aprile 2011

La giovinezza

Giovinezza, a te sola io m'accompagno.
Tu sai tacere quando son serena,
sai parlare quand'io aspra mi lagno.
Sai ammonirmi con la voce piena
di blandizia : — Ma piangere che vale ?
Meglio cantar con voce di sirena.
Mi baleni negli occhi un riso eguale
al tremore d'argento d'una stella,
meravigliando d'ogni mio gran male.
Tenti la lode e mormori : — Sei bella!
e scherzi : — Hai sui capelli una corona...
E m'accarezzi come una sorella
finch'io non ti sorrida : — E tu sei buona!

Amalia Guglielminetti



e adesso il riflesso è distinto,
si staglia nel buio, campeggia,
quasi a dirmi qualcosa, a blandirmi...
un fantasma accompagna i miei passi,
da sempre è al mio fianco,
presenza continua e contigua
mi pedina silente...presente...
il passato ritorna a condizionare
le nostre ambiguità, i risvolti
che siamo anche se non vogliamo

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