venerdì 20 maggio 2011

Il piano infinito

Adesso che ho superato già
tanti dolori e posso
leggere il mio destino come
una mappa piena di errori,
quando non sento nessuna compassione
di me stesso e posso
passare in rassegna
la mia esistenza senza sentimentalismi,
perché ho trovato una relativa pace,
lamento solo la
perdita dell'innocenza.
Mi manca l'idealismo della gioventù,
del tempo in cui esisteva ancora per me
una chiara linea divisoria
tra il bene e il male
e credevo che fosse possibile agire
sempre in accordo con
principi amovibili.

Isabel Allende


le linee che dividono sono sfumate
nel mio essere intimamente vigile,
le ho tracciate da tempo, come lieve disegno,
a prescindere sempre, ad assaporare...
nel cerchio che stringe le tempie
ora pulsa  un pensiero continuo
che attanaglia, che relega,
la mia anima dissolve col chiaro il timore
ma ancora la notte ha paura,
infinitamente rincorre serene prospettive...


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