sabato 14 maggio 2011

Magnificat

Quando passerà questa notte interna, l’universo,
e io, l’anima mia, avrò il mio giorno?
Quando mi desterò dall’essere desto?
Non so. Il sole brilla alto:
impossibile guardarlo.
Le stelle ammiccano fredde:
impossibile contarle.
Il cuore batte estraneo:
impossibile ascoltarlo.
Quando finirà questo dramma senza teatro,
o questo teatro senza dramma,
e potrò tornare a casa?
Dove? Come? Quando?
Gatto che mi fissi con occhi di vita,
chi hai là in fondo?
Si, sì, è lui!
Lui, come Giosuè, farà fermare il sole
e io mi sveglierò;
e allora sarà giorno.
Sorridi nel sonno, anima mia!
Sorridi anima mia: sarà giorno!

Fernando Pessoa


il fascino del tempo, dello spazio,
presenziano la mia vita
come ciclopici guardiani,
io, per me, amo le stelle e gli orizzonti,
il volo del falco e quello della quaglia;
mi muovo nei contesti, affronto e arranco,
come tutti vivo ma ne sono conscio...
vorrei...
c'era una volta,
"raccontami una fiaba",
la serva incominciò...


2 commenti:

  1. il Tempo interno è senza le lancette Gujil... lo attraversiamo senza andare...siamo noi che ci pensiamo.. La crudeltà o la benevolenza con cui lo percepiamo dipende da ciò che abbiamo vissuto e che viviamo...
    p.s. Amo profondamente Pessoa, quando al mio libraio chiesi "Il diario dell'inquietudine", strabuzzò gli occhi...

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  2. sai,
    la sera penso sempre, molto più che in ogni altra ora del giorno, mi ritrovo a vagare in posti indicibili, mescolo sogni ed incubi in cornici colorate e surreali...
    le distanze perdono peso...
    il corpo è sempre bello...
    e il conto della sabbia si arresta ...

    Gujil

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