domenica 6 novembre 2016

Pelli 19, di Charles wright

Pelli
19.


Pensavi di salire e non hai fatto altro che scendere.
Su e giù; che altro lavoro c’è
da fare per te, che altro lavoro in questo mondo?
Le stagioni cedono. Le colline
s’abbassano, e continuano a crescere. I tuoi piedi
si posano come piume sulla terra,
una pennellata qui, un incavo là, sempre senza
un’impronta, e sempre senza direzione.
O così sembra. Ma cos’è, per un uomo vagabondo,
tutto questo, che cerca i mutamenti del salice,
il moto e la striscia di fumo fra le foglie di pioppo,
la danza della scogliera e il cambio del vento,
solo con il gufo e il lombrico
dove tutto è trasformazione vera, tutto è crescita.

Charles Wright
Traduzione di Antonella Francini
Breve storia dell’ombra
 
 
 
sensazioni dimenticate albergano
in me, ancora, sempre;
le solite impreviste sciocchezze,
l'usuale timore di tutto...

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