sabato 3 marzo 2012

Felicità raggiunta, si cammina
per te su fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

Eugenio Montale


io, miraggio sperduto alle dune,
ripiego nel cuore il quoto
che ancora mi tocca
nel computo divino ho schernito
le miridadi di pose, i gesti
di altri percossi dal vento;
mi ripiego e stordito rimiro
le marine ora secche,
rive cosparse di antichi relitti...

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