lunedì 5 marzo 2012

Non ho più che lo stento d'una vita

Non ho più che lo stento d'una vita
che sta passando, e perduto il suo fiore
mette spine e non foglie, e a malapena
respira. Eppure, senza acredine.
C'è quell'amore nascosto, in me,
quanto più miserevole pudico,
quel sentore di terra, che resiste,
come nei campi spogli: una ricchezza
creata, non mia, inestinguibile.
Nemmeno più coltivabile, forse, ma vera
esistenza; così come pare sperduta
nel cosmo, con la sua gravità, le sue leggi,
il suo magnetismo morente, che lo Spirito
non dimentica, anzi numera.
Non guardatemi, che son vecchio,
ma nel mio mutismo pietroso ascoltate
come gorgheggia , com'è fiero l'amore

Carlo Betocchi


gli infiniti spazi, nel buio,
risaltano appena in contorni
che decisi si muovono e toccano
le mie pene si arricciano
in stropicciati pensieri;
tu sei come sei
e un lampo ricorda
le assolate vicende, gli orpelli,
in un vivido lampo di luce
io, qui, sempre ti aspetto...

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