mercoledì 6 luglio 2011

Estate

E l'estate vien cantando,
vien cantando alla tua porta.
sai tu dirmi che ti porta?
Un cestel di bionde pèsche
vellutate, appena tocche;
e ciliege lustre e fresche
ben divise a mazzi e a ciocche.

Angiolo Silvio Novaro

Giuseppe Arcimboldi, Estate

è tempo di sgombrare pensierie paure,
di vivere il sole a picco sul capo
quando è mezzodì e la calura frinisce
suggerendo ombrosi ripari;
eppure non cerco contesti adeguati,
mi fermo più spesso, è vero,
ma le ragioni non sono solo nel sole...
di là del mare città invisibili attendono immote
le mie labbra baciano avide i succhi
di pesche e albicocche e il sogno rapisce al meriggio... 

2 commenti:

  1. Non so perché
    leggendoti
    m'è venuta in mente questa....
    si sa...di sera i pensiero svolazzano
    chè una delizia...

    Per lei voglio rime chiare,
    usuali: in -are.
    Rime magari vietate,
    ma aperte: ventilate.
    Rime coi suoni fini
    (di mare) dei suoi orecchini.
    O che abbiano, coralline,
    le tinte delle sue collanine.
    Rime che a distanza
    (Annina era cosí schietta)
    conservino l’eleganza
    povera, ma altrettanto netta.
    Rime che non siano labili,
    anche se orecchiabili.
    Rime non crepuscolari,
    ma verdi, elementari.
    (Giorgio Caproni)

    http://img809.imageshack.us/img809/8030/cuore.png

    E' sempre bello leggerti...grazie
    ciao Gujil
    buona notte
    Sabrina

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  2. molto bella Sabrina,
    Caproni sapeva, di tanto in tanto, toccare le corde del cuore...non è nè facile nè scontato.
    Anche tu lo sai fare perchè colui che scrive ha senso solo se viene letto, forse è questo lo spirito dei "blogger". Una volta si scriveva senza la certezza dell'essere letti ed era più facile dirsi bugie.
    Buona giornata

    Gujil

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