domenica 27 novembre 2011

A...

Se io avessi una bella forma d'uomo,
allora i miei sospiri entro l'avorio
di codesta conchiglia, il tuo orecchio,
saprebbero echeggiare e il tuo gentile
cuore trovare senza indugio; armato
troppo bene sarei dalla passione
per questa impresa. Ahimè, ma cavaliere
di cui muoia il nemico non son io,
sul petto prominente non mi brilla
corazza alcuna; né un pastor di valle
sono, felice, che per gli occhi d'una
fanciulla gli tremarono le labbra.

Pure bisogna ch'io per te vaneggi,
dolce chiamarti, delle rose d'Ibla
più dolce assai che sentono di miele
quando le impregna una rugiada ricca
tanto che inebria. Ah sì, quella rugiada
gustare voglio, quella mi bisogna,
e quando il viso pallido disvela
la luna voglio andarne raccogliendo
qualche po' con incanti e con malie.

John Keats


non ho che attimi
e corolle di voci attorno
giunchi giunti da lontano
si flettono al gelido soffio
del vento d'autunno;
riscopro le piccole gioie di un mentre
nel flebile, inerte, sentore di freddo
raccolgo le foglie già secche
che inviolabili leggi hanno sparso per terra...

2 commenti:

  1. Stasera chiederò al soffio di vento gelido novembrino di portare un sorriso, il mio sorriso a Gujil chè una Persona davvero speciale.
    Gujil è poeta dolce .....forse un po' malinconico ...ma le sue parole sono arcobaleni di colori che regalano emozioni che assaporo di buon mattino assieme al caffettino che sorseggio nella mia casa ancora addormentata e silenziosa.
    ....Un caro saluto amichevole a Gujil..... caro amico poeta.

    Sabrina

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  2. Sabrina,

    finalmente!
    posso solo dire che mi sei mancata. Le tue parole, potenti e belle, sono carburante prezioso per il mio percorso.
    Grazie per essere tornata.

    Gujil

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