domenica 20 novembre 2011

UN RICORDO

Io non sapea qual fosse il mio malore
né dove andassi. Era uno strano giorno.
Oh, il giorno tanto pallido era in torno,
pallido tanto che facea stupore.

Non mi sovviene che di uno stupore
immenso che quella pianura in torno
mi facea, cosí pallida in quel giorno,
e muta, e ignota come il mio malore.

Non mi sovviene che d'un infinito
silenzio, dove un palpitare solo,
debole, oh tanto debole, si udiva.

Poi, veramente, nulla piú si udiva.
D'altro non mi sovviene. Eravi un solo
essere, un solo; e il resto era infinito.

Gabriele D'Annunzio


dentro mille riflessi è facile
intravedere le cose che amo,
difficile è trovarle nel grigio
di quando lo studio diventa peso,
di quando la musica tace;
eppure mi manca, lo sò,
sò quanto mi manca
il respiro veloce
di quando si ama...

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