mercoledì 17 agosto 2011

le mani, le mie mani sul mondo
come una tragico creatore ho dato forme,
lusingato dal fato ho cretao e disfatto;
nel lungo pellegrinaggio ho scoperto,
sepellito, affogato e rincorso
come una preda e come predatore...
non ho tolto nè dato, neppure rubato,
ho sciolto al vento le mie tele strappate
in un tardoromantico gesto d'oblio
e ora veleggio in balia dei fortunali
scrutando per scorgere anelati approdi...

Gentile da Fabriano, S. Nicola placa fortunale di mare, Pinacoteca Vaticana

Sfiducia

Tristezza di queste mie mani
troppo pesanti
per non aprire piaghe,
troppo leggere
per lasciare un’impronta -
tristezza di questa mia bocca
che dice le stesse
parole tue
altre cose intendendo -
e questo è il modo
della più disperata
lontananza.

Antonia Pozzi

3 commenti:

  1. quello delle mani è un tema che mi è molto caro Gujil, e tu ne conosci il motivo... spero di non irritarti se posto questa Poesia della Pozzi ( è splendida ed esprime molto bene lo stato d'animo nel quale mi trovo in questo momento)
    Buona serata
    V.

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  2. Veronica,

    grazie, mi piace condividere..lo sai
    Spero tu abbia letto la mia e-mail

    Gujil

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  3. certo che ho letto la tua mail... cose che succedono Gujil... a volte è il caso, altre non so...!
    Buona giornata

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